domenica, 14 giugno 2009
Ho "questo" quaderno dal 2005, dopo 4 anni ancora non l'ho finito.
Tanti quaderni iniziati e mai finiti. Per questo 2009 ne ho ben 3 iniziati... ne finirò qualcuno? Quanti ne inizierò?
E' sempre così, ne inizio sempre tanti e non ne finisco mai uno!
Ed essendo io una fabbrica di pippe mentali mi son messa a pensare: ma perché non li finisco?
Fiato alla trombe!
Le conclusioni sono 2, sono interscambiabili e sono unibili, son talmente unibili che forse forse, anzi sicuramente la conclusione è una con più punti quindi perché ho detto 2?
Mmmmhh fiato alle trombe?
Non li finisco per paura di andare indietro di qualche giorno o di qualche mese, leggere come ero, prendere atto che son cambiata in peggio, o peggio ancora che son rimasta ferma e non son cambiata. Non c'è cosa più brutta che capire di essere sempre la stessa.
"Non ti vedo cambiata, sei sempre la stessa?" questo complimento non lo sopporto.
Mi vedo e vi vedo, come un torrente che scorre, direste mai a un torrente (sempre che si possa parlare con un torrente e che questi vi risponda...), "oh non sei cambiato per niente, sei fermo lì con quell'acqua stagnante e colma di zanzare."
Io non glielo direi... potrebbe anche non rispondermi e io non sopporto neanche quando non mi si risponde...
Cambiare, c a m b i a r e che verbo svenduto e svuotato.
Prima pensavo che "tutto cambiasse", poi son passata nella fase housiana del "niente cambia" e adesso sono in quella de lavoisieriana "tutto si trasforma".
E' questa teoria la indosso bene sembra fatta su misura per me, ma certo che è fatta su misura per me, me la son cucita addosso prendendo tutte le misure... e mi sta da dio!
Tutto questo si posa e si incastra delicatamente nel mio dna, tra qualche enzima e cromosoma a metà. Si a metà, e per vederli altro che microscopio, si occupano della delicata arte "del finire le cose", io non le finisco mai, non porto mai a termine qualcosa, e i mille quaderni ne sono una prova.
Adesso ci vorrebbe uno dei finali dei miei, con i soliti fuochi d'artificio a sdrammatizzare quanto detto e a concludere, eh no stavolta non andrò a parare da nessuna parte... chiudo solamente qui.
giovedì, 04 giugno 2009
E' arrivato quel periodo dell'anno che una volta aveva un nome ed era primavera, tempo fa era estate e adesso è meticcia, un po' e un po'.
Quella stagione che ci rende più simili a dei bradipi colorati, in cui il massimo della fatica a cui ambiamo è quella di prendere la sdraio aprirla e passare il tempo lì, sdraiati (voi al sole, io all'ombra), sonnecchiare e non fare niente, ma proprio niente!
Lo si capisce che è arrivata anche dai pollini assassini che si aggirano indisturbati e puntano puntualmente verso le mie narici, dalle temperature, no quelle ancora non si sa da che parte stiano.
Anche i pensieri in questa parte dell'anno mutano e assumono forme colorate, leggere e tutte da leccare. Non sono più macigni che rotolano per il corpo, son leggeri, non circolano da nessuna parte e anzi son sdraiati con noi sull'amaca e dondolano sorseggiando cocktail tropicali allungati con martini... e se qualche pippa mentale prova a pungere, loro sorridono tirando fuori il barattolo di off nè punti nè unti...
I pensieri estivi danno il loro meglio durante la notte.
Si perché è durante la notte, prima di dormire che loro partoriscono altri simili, simili che cercano risposte ai grandi quesiti della vita... ed è così che al buio della nostra camera cerchiamo risposte...
Se dico uàttà attàttattà dirò qualcosa in giapponese? Se avessi il corpo di adamantio riuscirei finalmente a dormire a pancia in sotto senza rischiare la paralisi? Che super potere vorrei... l'invisibilità, uh no vorrei essere un teleporta... più carino di nightcrawler, ma perché diavolo lo han fatto così brutto, forse per compensare il fatto che ha un super potere tra i più fighi e uno lo invidia poco.
Perché il mio sangue ha deciso di trasformarsi così è un gesto di stizza nei miei confronti? Chaplin in quel quadro appeso sul muro mi vede? Uhm no è buio! Il tipo che ha inventato il crème caramel come ha fatto a inventarlo? E' il vino? Birraaa!
Lo squalo sa di essere brutto? Chissà se vedesse il film "lo squalo" cosa penserebbe: non ci avevo mai pensato?
Le zanzare a cosa servono, nella catena alimentare che ruolo hanno? Sfamare le rane no, cioè che ci fanno meglio un bel moscone, più corposo, sono la versione insetto dei vampiri... ma le vampire hanno il ciclo, e se lo hanno... mmhh.
Chissà madonna che faccia fa quando è seduta sulla tazza del gabinetto e ha il cagotto...
Le persone morte, sono morte o mi vedono? Quando muoio mi spengo e basta... Che cosa avranno da dirsi tutti questi uccelli alle 4.53 del mattino? Diranno qualcosa, si capiscono, ci prenderanno in giro? Se fossi un uccello prenderei in giro gli umani! E perché il cane si è intromesso, capirà o vuole solo partecipare?
Nell'evoluzione umana, man man l'uomo perde i peli, il fatto che le donne di norma ne hanno di meno dell'uomo vorrà dire qualcosa? Penso di stare fondamentalmente sul culo al mondo altrimenti non avrei allergie così... Se nascevo mucca ero cosciente di essere una mucca... I pesci stanno zitti perché tanto in acqua chi li capisce... chissà cosa penserebbero le pecore se sapessero che noi per dormire le contiamo... 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7...
lunedì, 25 maggio 2009
"Ci vogliono all'incirca 230 kg per frantumare un cranio umano.
Ma un'emozione umana è una cosa molto più delicata."
[cashback]
...e ancora devono inventare il metodo per rammendarle senza troppa sofferenza.
Bisogna ancora armarsi di santa pazienza e con ago e filo, rammendarle per poi conservarle in qualche cassetto del cuore cercando di non farle impolverare troppo.
Mai dimenticare è la regola, è la mia di regola.
Ultimamente succedono cose strane intorno a me, ho sempre pensato di essere strana e di guardare il mondo con filtri diversi, come ho scritto molte volte da piccola pensavo di essere un'aliena venuta dalla luna o da qualche altro pianeta, un piccola mork arrivata sulla terra non da un uovo, ma per sbaglio, essendomi messa a cavalcioni sulla cometa sbagliata, la prossima volta guardo meglio le fermate...
E adesso che son grande ne ho la certezza...
Sarà il surriscaldamento non del pianeta, ma dell'essere umano, si è smesso di ascoltarsi.
Poche sono le volte in cui si è disposti a mostrare il "nostro piccolo mondo rammendato", e a guardare con curiosità e sorpresa quello dell'altro.
Vi è mai successo di cercare di mostrare la serie di galassie, costellazioni e quant'altro che avete costruito dentro di voi, poi alzare lo sguardo e scorgere negli occhi dell'altro il vuoto cosmico.
Quante volte discutete con l'altro e non si grida, ma semplicemente ci si assorbe e si risponde.
La prevenzione nello scambio di parole e concetti, è quanto di più malevolo ci sia. E' come un cancro si infila nelle frasi e poi... alla lunga si smette di formulare frasi partite dall'interno, dal cuore, fegato, testa vene, e le si fa partire soltanto quando lo scudo verbale le ha filtrate per bene.
Quante volte avete voglia di parlare e partire dal "oggi ho messo i calzini lilla" alla poesia di neruda, passando per il metodo più opportuno per estirpare i peli, e subito dopo parlare di calvino...
O partire da un concetto piccolo piccolo e allargarlo sempre di più fino alla sua massima estensione, al limite del distacco del tessuto del concetto stesso.
Le montagne russe verbali quanto mi mancano.
Ed io da tutte queste cose ne ero immune, nonostante tutto ero sempre disposta a mostrare il mio mondo, le mie scritte in piccolo... adesso no, ho perso la voglia di mostrare... se si inizia un discorso alla terza parola mi domando "ma perché ti devo parlare di me?"... sarà il caldo, sarà lo zampirone... sarà... che sto discorso l'ho fatto spesso, sarà che son cicli che ogni tanto ritornano... sarà che quindi passerà, sarà che il caffè ha fatto effetto, sarà che andrò a fare la reazione dell'effetto del caffè... eh sarà che sto giochino del sarà ripetuto l'ho fatto una miriade di volte e sarà per la cosa dei cicli, del ciclo che mi deve arrivare... si sarà... eh si sarà quel che sarà, l'ho detto e da quando ho detto il primo sarà che lo aveva te in testa eh... sarà quel che saràààà... sara svegliati è primaveraaa...
venerdì, 08 maggio 2009
[... e per tekki?]
Il foglio elettronico bianco cerca di parlarmi, ma non gli do molta attenzione, anzi non lo sto proprio ad ascoltare, quasi lo chiudo, no poi dopo dove scrivo... mi ha in pugno, maledetto!
E' un periodo strano questo, di solito ogni piccolo periodo che si affronta ha un nome o anche se non glielo diamo lo riusciamo ad inquadrare, e lo inseriamo nella casellina apposita.
"Periodo di merda"... te vai qui, "periodo fancazzista" te qui, "periodo prettamente femminile", te vai qui sotto il disegno del palloncino rosso... questo di adesso non lo riesco proprio a inquadrare.
E' un mutaforma, ad ogni mio gesto per inquadrarlo, lui cambia forma.
Non faccio in tempo a stare in un modo che subito "devo" stare in un altro e che cazzo non mi godo niente neanche la tristezza, son confusa, un po', un pooo'?!!? Ok, un po' tanto... non so più come devo stare!!
Corpo e mente son confusi, litigano anche sul come ci si deve sentire: no! ti ho detto che siamo incazzati, ah bello siamo ancora allegri... no guarda che ti sbagli quel sentimento è scaduto! devo comprare il latte. No, per niente deve essere ancora vissuto... qui non mi risulta, carta canta!!... o l'ho comprato?
E il mio corpo assume quella postura shakerante che si ha se una lucertola maliziosa ti entra nei pantaloni, che fa un po' jim carrey in "io, me e irene"...
... i serial killer iniziano sempre così, facendo i discorsi con se stessi così come sono nella testa,
no si chiama flusso di coscienza... ah beh...
[... per lei un po' di più, ma i puntini di sospensione son sempre 3... ehh le piccole certezze della vita...]
mercoledì, 29 aprile 2009
[per la serie non ci importa na sega: questo dvd l'ho consumato ringrazio ancora chi me lo ha regalato!]
mercoledì, 22 aprile 2009
Ci son "quei periodi", che a volte son mesi, a volte anni, a volte giorni, e nelle migliori delle ipotesi son una manciata di ore strette nel pugno della mano.
Cammini e ti senti così pesante, come se stessi trascinando una montagna che non è proprio una montagna, è "un coso" pesante come il peso del mondo di tutti, posizionato sopra la tua testa e ti senti schiacciare... poi guardi meglio l'ammasso informe di cianfrusaglia e ti accorgi che stai trasportando solo il tuo piccolo mondo prezioso rammendato.
"...fino ad un minuto fa neanche ti sentivo...".
Son "quei periodi" in cui sei un pezzo di un puzzle ancora da inserire, non sai dove devi metterti, cammini, cammini cercando, correndo cercando, ti disperi stando fermo, cercando, infilandoti a forza... ma, avanzi sempre, cazzo.
Poi all'improvviso passi al livello successivo, ad un altro tipo di "quei periodi" decidi di essere il primo pezzo, ti fermi, ti posizioni e aspetti... aspetti... e speri...
sabato, 18 aprile 2009
"Aprile dolce dormire" mai detto fu più vero, in questo periodo non cammino, ma "zombeggio" per casa, di stanza in stanza, per le vie della mia città, davanti ad un film. Mi trascino con lo sguardo perso... il neurone ormai è fermo appoggiato nell'iride, non sa come è arrivato lì, non gli va di cercare la strada e aspetta che qualcuno lo vada a ripescare, intanto dorme ed io di conseguenza... "zombeggio".
Il resto della mia testa in mancanza (senza sentirne) del neurone pensa di essere ancora in inverno e passa le giornate in qualche impianto sciistico nell'emisfero destro.
La luce della sinapsi in alto non dà neanche troppo fastidio, è l'ideale per fare a palle di neve.
Molti di voi staranno pensando a come è fatta la neve nell'emisfero destro del cervello, è una distesa bianca di pensieri, pensieri immacolati non sporcati dalla pippe mentali.
Una palla di qua una palla di là e le cellule stanche sentono quel buco nello stomaco che si può solo riempire con del cioccolato caldo davanti al camino nella baita alla fine della vallata.
Ed così che mentre si sorseggiava la bevanda calda al caldo nel basso, in alto un pensiero non troppo immacolato e poco equilibrato iniziò a rotolare, da piccolo che era rotolando rotolando prese altra neve immacolata che incollata, ingrossava il pensiero con altri pensieri, rotolando, ingrossandosi... perdendo qua e là piccoli pezzettini che leggeri raggiunsero prima, poco prima dell'ammasso abnorme la baita, la porta e toc toc...
"si chi è?"...
lunedì, 06 aprile 2009
...senza parole,
solo un abbraccio a tutti voi in abruzzo... è terribile...
venerdì, 03 aprile 2009
Mattinata passata nel girone infernale della posta.
Eccomi lì in piedi, con il mio numeretto in mano e l'occhio puntato verso il pannello luminoso aspettando i numeri della serie P alzare la gonna, togliersi le scarpe con il tacco e iniziare a correre verso il mio numero. Tutto questo mentre bambini davano il via ad operette liriche di grida e pianti, mentre odori non meglio identificati cominciavano a far capolino nelle mie narici, è incredibile cosa riescono a creare più odori mescolati insieme.
Mentre "di chi è la golf parcheggiata in terza fila?"... mentre i tizi allo sportello servivano con la stessa grazia e soprattutto la stessa velocità di chi fa tai-chi, mentre l'intero ufficio postale pieno zeppo ci aveva denudato del proprio spazio vitale, nel mentre di tutto, io in piedi guardavo il pannello e mi son rivista così...
sabato, 28 marzo 2009
Il detto "ho gli occhi iniettati di sangue" da oggi, no da l'altro ieri ha un significato reale... sono un incrocio tra un licantropo e max guevara quando va a salvare original cindy, ma con gli occhi rossi non neri.
Fosse halloween avrei già parte del trucco. E devo dire che il rosso mi dona, dà un tocco colorato sul mio viso da sposa cadavere...
"Forse dovrei far riposare gli occhi", questo ho pensato stamattina mentre, sdraiata sul letto, fissavo nel vuoto verso il soffitto. Ho chiuso quelli che molti di voi chiamano occhi, io al momento non me la sento di chiamarli così i miei, e mi son immersa nei pensieri fino alla punta del naso, preso fiato, esitato, titubato e poi... giù negli abissi.
ShhhSilenzio.
Sommersa nel silenzio ho incrociato le gambe e ho iniziato a sgranocchiare qua e là dei pensieri della fortuna.
E raramente mi succede, i biscotti non erano pesanti, ma leggeri e gustosi.
Fragranti pensieri di quelle piccole creazioni che stanno nascendo dalla mia testa.
Fecondate dalla mia testa e da altre parti del corpo. Un'orgia di idee ha concepito l'essere che le mie mani nella tastiera plasmano.
Dio o chi per luilei deve essersi sentito come mi sento io adesso, certo a saperlo che poi noi si diventava così invece di creare adamo, lilith e poi eva si fermava al quinto giorno. "E il sesto giorno dio creò la nutella", un bel panino e via chi ci pensa più ad adamo...
Prendo un biscotto e leggo la scritta "ti stai paragonando a dio!?"... "vabbè uno cerca di puntare in alto mica in basso!"
Passo le giornate a lavorare su codici, rido e quasi mi strozzo nel rivedermi lavorare su questi dannati fogli di stile che capisco come capisco l'arabo... ed io non parlo e non capisco l'arabo anche se almeno un tatuaggio che medito ha parole arabe!
Però qualcosa sta venendo fuori, non so come, ma la creatura si sta sviluppando... spero non mi si rivolti contro e faccia la fine di adamo... e io soprattutto non voglio partorire con dolore...
Mi guardo intorno ho finito i biscotti, riemergo e vado a farmi un caffè... aahporccazzo! forse prima è meglio riaprire gli occhi...
[se andate nella pagine del tubo vedete che la canzone è legata ad un film "fix" di tao ruspoli, se riuscite a reperirlo vedetevelo... ve lo consiglio!]
lunedì, 16 marzo 2009
Il sole splende, il vento sussurra, gli uccelli cinguettano, le persone escono, i panni stesi fuori si asciugano in giornata e non dopo un mese... si, la primavera sta arrivando.
Per darmi la lieta novella, la simpatica stagione ha pensato bene di mandarmi il suo esercito di pollini e altre sostanze non meglio identificate.
Le allegre ed estroverse sostanze marciano continuamente verso le mie narici senza neanche chiedere il permesso, suonare alla porta? Citofono? Privato su facebook? Twitter? Splinder?
No!
Ok.
Uscire di casa ormai è diventata una sfida tra me e il mondo.
Uno dei due non sa se farà ritorno a casa al sicuro... e non è certo il mondo a pensarlo, anche se pure lui non sta messo bene eh!
Che poi lui dove va, mica esce, e se esce ci porta con lui?
...
La segregazione forzata mi ha portato a parlare e a confidarmi più volte con spider-men e fujiko sulla mia scrivania, adesso quando prendo fiato per parlare si girano dall'altra parte.
Beh miei cari spider-men e fujiko ho colto il messaggio... ingrati, vi spolvero tutti i giorni!
E così mentre ero intenta ad architettare una terribile vendetta nei loro confronti, mi è la balenata una brillante idea in testa. Come jimmy livingston mi sto costruendo una bella bolla protettiva. Una bolla tra me e il mondo... chiamatemi girl, bubble girl... ahah tiè e a voi non vi spolvero più!
Se la storia finisse qui, sarebbe un bel finale, io che mi allontano rimbalzando verso il tramonto, protetta dalla mia bolla.
MA, eh si come in ogni storia che si rispetti c'è un MA alto come me, pesante come me... potrei essere io sputata se non fosse un MA. A completare l'opera, ci si son messi i difetti del corpo.
In certi periodi mi ricordano più spesso di altri, che sono una persona guasta. Alle volte la mia linfa rossa, sparisce, puff... adesso mi si pone un problema come faccio una volta entrata dalla finistra non mia a succhiare la sostanza rossa se ho indosso la bolla?...
...
[...a me il panno per la polvere!]
lunedì, 09 marzo 2009
Durante la giornata siamo vittima di forze che ci spingono verso una direzione invece che nell'altra, che ci fanno compiere delle azioni piuttosto che altre.
Son quelle spinte che ci fanno alzare la mattina, quando invece vorremmo poltrire per altre ore e ore e forse giorni e giorni, quelle che al nostro "dai ci laviamo dopo" ti dicono "no, lo fai adesso"... e te lo fai eh, quelle forza che ti fanno parlare di te come se foste due persone distinte, ma siamesi e alla quale rispondiamo pure...
Quel simpatico vettore che ci spinge ad uscire a fare la spesa prima che il frigo diventi il deserto dei tartari in cui l'unico essere vivente che vi abita è lo sarlacc affamato che vi vuole.
Non tutte le forze sono uguali e di uguale spinta, infatti quella fondamentale è quella iniziale.
E' lei quella che ti fa alzare il culo e altre parti del corpo dal letto, ti fa premere play alla giornata e te la fa partire con la giusta prospettiva di "produttività" e il giusto ritmo, se questo primo fattore manca, e il tasto viene premuto esitando non c'è niente da fare, tutte le altre forze volenterose che si schianteranno su di noi durante la giornata e cercheranno di farci dare un senso alla giornata andranno perse...
...non ce niente da fa' se ti alzi che non ti va di fare una cazzo non lo fai...
giovedì, 05 marzo 2009
"Non è importante la meta, ma è il viaggio", questa è la frase che oggi nel primo pomeriggio mentre guardavo il cielo grigio trafitto da goccioline attratte sulla terra, mi è rimbalzata per la scatola cranica.
Andava su boing e giù boing, sinistra boing, destra boing, su boing, giù boing, destra boing e poi... silenzio si è fermata a mezz'aria, la gravità ha storto un po' il naso o qualsiasi altra cosa possa storcere la gravità, sempre se può storcere qualcosa e soprattutto qualcosa di suo...
Tutto questo accadeva dentro la testa, mentre lei era intenta ad elaborare le informazioni facendole passare per l'autolavaggio della pippa mentale, gli occhi osservavano la strada davanti casa.
A doppio senso, con due marciapiedi, un dosso e tante traverse. Strada trafficata, macchine veloci, persone a piedi, persone di corsa, macchine lente, macchine veloci frenano d'improvviso e sbattono contro il dosso facendo, forse per la prima volta quella particolare strada. Altre invece frenano prima e con calma attraversano il dosso, arrivano in cima e prima di scendere salutano la persona che porta a passeggio il cane... e se non c'è nessuno salutano lo stesso.
La testa va per conto suo, e pensa a quante strade non ha imboccato perché andava troppo di fretta, per paura, per pigrizia, per presa di posizione, per cretinaggine acuta... perché non ci ha fatto caso.
Quante altre ne dovrà prendere, quante volte rifarà la stessa, a quanti bivi o incroci si troverà davanti, quante persone con o senza cane saluterà o non saluterà, e che sempre io devo salutare per prima... di quanto vorrebbe un dosso nuovo in cui sbattere... sospira la testa, guarda il suo dosso, sorseggia il caffè, boing...
p.s.
...che secondo me la gravità si diverte a far cadere le cose alle persone e le persone stesse... gravità canaglia...